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7 cause d’infiammazione nell’area intima

Il mantenimento della salute dell’area intima è una delle maggiori preoccupazioni di moltissime donne. Innanzitutto, è un posto che non può essere sempre controllato con regolarità a causa dei vestiti e della sua posizione nel corpo. Inoltre, è un’area molto esposta all’umidità e di tanto in tanto può generare le condizioni ideali per la proliferazione d’infezioni e affini.

Rigonfiamenti nell’area intima possono apparire durante tutta l’arco della vita di una donna, dall’infanzia fino a dopo la menopausa. La causa dei rigonfiamenti può variare, dalle abitudini d’igiene personale fino a gravi patologie, come il cancro. Tuttavia, la cosa importante è non farsi prendere dal panico, ma recarsi dal medico; il medico può infatti aiutare a scoprire le cause del gonfiore.

La comparsa di gonfiore nella regione intima può avvenire per diverse ragioni:

1. Blocco delle ghiandole sebacee

L’area intima femminile contiene ghiandole sebacee strettamente connesse ai follicoli piliferi. La funzione di queste ghiandole è secernere il sebo prodotto da altre cellule e, insieme all’azione dei follicoli piliferi, portare la secrezione sulla superficie della pelle. Quando i follicoli piliferi sono infiammati, le ghiandole sebacee si bloccano, provocando la comparsa di cisti sebacee. Questi rigonfiamenti sembrano piccoli brufoli gialli e sono in genere indolori.

Inoltre, questo tipo d’infiammazione generalmente non richiede trattamento. Comunque, è necessario prestargli attenzione, poiché l’umidità e la temperatura nell’area intima possono portare i piccoli rigonfiamenti a infiammarsi; in questo caso, potrebbero diventare dolorosi. Se si ha un’infezione, è meglio rivolgersi a un medico che potrà rimuovere il brufolo e drenare il pus.

Se i brufoli non sono infetti, si può optare per un bagno caldo immergendo l’area intima per almeno 15 minuti e mantenendo le gambe aperte per assicurarsi che il calore raggiunga l’area interessata. Se non si dispone di una vasca da bagno si può optare per un impacco imbevuto di acqua calda.

2. Ghiandole sudoripare bloccate

L’infiammazione delle ghiandole sudoripare (o idrosadenite) è un’infezione acuta associata al blocco del follicolo. Questa patologia può essere causata da stafilococchi e vi sono fattori di rischio incentivanti quali le abitudini di rasatura, l’obesità e l’uso di vestiti aderenti. Questi rigonfiamenti possono presentarsi come piaghe rossastre o ascessi; generalmente causano un forte dolore.

L’infiammazione causata dal blocco delle ghiandole sudoripare dev’essere curata con antibiotici ed, eventualmente, interventi chirurgici minori per drenare il pus dall’area infetta. Inoltre, il dottore può prescrivere l’uso di un sapone antibatterico e di creme antinfiammatorie.

3. Allergia a certi detergenti o tessuti

La dermatite da contatto è causata dallo sfregamento tra un prodotto o una sostanza e la pelle dell’area intima; il contatto genera una reazione allergica. Una lista parziale degli agenti che causano allergia include lubrificanti, gel doccia, saponi e altri prodotti chimici per biancheria intima. L’aspetto della dermatite è quello di una o più piaghe rossastre e gonfie, che di solito sono indolori.

Generalmente, per trattare questi rigonfiamenti, che sono causati da una reazione allergica, si consiglia di utilizzare antistaminici orali. È inoltre necessario prestare attenzione ai prodotti che tendiamo ad applicare nella regione intima, in modo da evitare di riutilizzare il prodotto nocivo e il conseguente ripresentarsi del problema.

4. Ricrescita dei peli dopo la rasatura

La rasatura della regione intima, specialmente se si usano rasoi ruvidi, può causare l’infezione dei follicoli piliferi. Il problema è che il rasoio tende a piegare i peli che taglia, spingendoli a ricrescere al di sotto della cute. I peli incarniti a causa della rasatura appaiono come piccoli rigonfiamenti rossi, possono contenere pus e essere circondati da un’area più scura del normale. Sono spesso dolorosi, sebbene non sia un dolore eccessivo.

Generalmente, richiedono l’intervento di un medico solo in caso d’infezione; tuttavia, se il rigonfiamento si riempie di pus, è meglio contattare il medico, che può rimuoverlo insieme al pelo incarnito. Creme antinfiammatorie e retinoidi sono consigliati per la rimozione della pelle morta in eccesso attorno al pelo.

5. Usare asciugamani o biancheria di altre persone

Nonostante sembri decisamente poco igienico, molte persone non hanno alcun problema a utilizzare biancheria o asciugamani di altri. Quest’abitudine può portare al mollusco contagioso, un tipo di infezione virale. Si presenta con la comparsa di rigonfiamenti prominenti e rotondi, che solitamente sono rossi con una fessura al centro. Di solito non causano dolore.

Il trattamento medico include raschiatura, crioterapia o impiego del laser. Una volta che l’infezione scompare dal corpo, scompare anche l’infiammazione.

6. Infiammazione delle vene varicose

L’angioma, o l’infiammazione delle vene varicose, può causare rigonfiamenti nell’area genitale. Questa condizione affligge spesso le donne che hanno partorito. Appaiono come protuberanze bluastre che normalmente non sono dolorose; tuttavia, causano sensazione di pesantezza nell’area infiammata e a volte le vene possono anche cominciare a sanguinare.

Poiché questa condizione scompare dopo il parto, i trattamenti medico-chirurgici non sono quasi mai richiesti.

7. Malattie

Ci sono diverse patologie che possono causare rigonfiamento nell’area intima, nonostante siano meno comuni. Una tra queste è la lichen sclerosus, che affligge le donne prima del menarca e dopo la menopausa. Questa patologia comporta la presenza di vesciche, in genere piene di sangue; tuttavia, possono anche presentarsi come piatte lesioni biancastre che rendono la pelle sottile e fragile. In questi casi, si consiglia di contattare immediatamente il medico per il trattamento e l’eliminazione dei sintomi.

Appare dunque evidente come i rigonfiamenti nell’area intima possano essere causati da innumerevoli fattori. La cosa importante è riuscire sempre a identificarne la causa e contattare il medico per conoscere le migliori opzioni di trattamento.


Questo articolo ha puro scopo informativo. Non auto-medicarti, e in ogni caso consulta un professionista sanitario certificato prima di utilizzare qualsiasi informazione presentata nell’articolo. La redazione non garantisce alcun risultato e non si assume alcuna responsabilità per i danni che possono derivare dall’utilizzo delle informazioni riportate nell’articolo.

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